Plunkett's Letter - episodi 2026

Gli episodi di Plunkett's Letter che conludono la seconda stagione del programma (2025-2026) saranno in onda  su Fango Radio con cadenza più o meno mensile, da gennaio a giugno. Dopo la messa in onda, ogni episodio è sempre disponibile in podcast insieme agli altri episodi, qui: https://fangoradio.com/shows/366

Per qualche info sulla trasmissione: https://davidevalecchi.blogspot.com/2025/10/plunketts-letter-episode-13.html


Ecco una descrizione dei contenuti degli episodi per il 2026: 


episode 16 - Chemical Bends Type 
(9 gennaio 2026, 17:00, su https://fangoradio.com/)
Test Type Trio: un mistero sepolto nel mare digitale: così si potrebbe intitolare un ipotetico articolo dedicato a questo quartetto di Minneapolis a cui è dedicata questa puntata di Plunkett's Letter. Già il fatto di essere un quartetto e di includere la parola Trio nel nome è piuttosto curioso. Ma la cosa ancora più curiosa è che musica di questa qualità sia passata del tutto inosservata e che i quattro dischi che il quartetto ha realizzato giacciano inascoltati tra una pagina bandcamp e qualche entries di archive.org da oltre venti anni. Ma la loro musica è perfetta per il taglio che la trasmissione sta prendendo perché include quegli elementi che mi fanno vibrare il cuore e la mente da un po' di tempo a questa parte, ovvero jazz libero e avventuroso unito a suoni elettronici altrettanto liberi e avventurosi. Dei Test Type Trio ascolteremo quindi due brani dal disco Chemical Jazz (2002) e, per intero, il disco Crack the Bends (2004). Il mondo è pieno di ottima musica, basta saperla riconoscere e verrà da te spontaneamente, proprio quella di cui hai bisogno.


episode 17 - Personal Back Out 
(6 febbraio 2026, 17:00, su https://fangoradio.com/)
Per questa puntata il flusso sonoro diventa un melange di jazz, elettronica, improvvisazione e riciclo di materiali sonori disparati: vecchi vinili, cassette, field recordings. Con la tecnica del collage sonoro lavora infatti Desmond Hollins aka Ceptual, nel suo seminale lavoro Shifts Personal (2006), da cui ascolteremo quattro brani: un disco costruito meticolosamente frammento dopo frammento, che assume toni elegiaci e nostalgici e vive di un tocco davvero profondo e delicato. La modalità operativa di Ceptual è alla base anche dell'operato della Perry Ferya Band, autori del secondo disco in ascolto in questa puntata, Back Out (2011), dove però i materiali riciclati e rimessi in circolo provengono da registrazioni della stessa band e servono da ossatura per improvvisazioni con strumenti reali: siamo anche qui in una zona di rarefazione, immersi in un'atmosfera calda e malinconica; insomma, dalle parti della bellezza.



episode 18 - laboratorium, field 
(6 marzo 2026, 17:00, su https://fangoradio.com/)
Per questa puntata si va dalle parti del free jazz e dell'avanguardia, ascoltando per intero un concerto (registrato nel 1970) del grande alto-sassofonista Marion Brown (1931-2010), che ha fatto della ricerca una vera e propria cifra stilistica. Il suo stile, lirico, poetico e meno aggressivo rispetto ad altri musicisti dell'avanguardia dello stesso periodo, lo ha reso una voce diversa e cristallina, riconoscibilissima: una voce che ci parla ancora oggi con eloquenza, dolcezza e mistero. Per completare i restanti minuti della puntata due brani tratti da un disco di free jazz misteriosissimo, uscito nel 1967, a firma di una band di cui non si trova niente altro, The Fourth Stream. Un disco che si inquadra prefettamente nel ribollente clima delle avanguardie jazz di fine anni Sessanta, quando il jazz cominciò ad abbandonare le forme tradizionali per contaminarsi e sperimentare, partendo per un viaggio mai concluso verso lidi ignoti e puntando in alto, oltre il cielo, prendendo idealmente come punto di partenza il monumentale Ascension di John Coltrane (1965), disco nel quale, non a caso, proprio Marion Brown ha suonato.


episode 19 - Clinical Jazz (part 1) 
(3 aprile 2026, 17:00, su https://fangoradio.com/)
Clinical Archives è una netlabel ormai inattiva da oltre dieci anni. L'ultima release risale al 2014. Parte del suo archivio è ancora miracolasamente online, grazie alla solita lungimiranza di archive.org (un sito che per chi sa cercare è fonte di gioie inesauribili) che ne ospita i file. Così chi ha voglia di ascoltare musica senza compromessi e confini, di ricerca, libera, avventurosa, sperimentale, con una tendenza al jazz passando dalla musica elettronica, ambient, concreta, avrà sicuramente materiale con sui carezzare i propri padiglioni auricolari. In questa puntata vengono presentati alcuni brani tratti dai primi due cd della monumentale compilation riepilogativa intitolata semplicemente Clinical Jazz, composta da 9 cd e ancora tutta reperibile online, royalty free e in ottima qualità (mp3 320kbps). Enjoy.


episode 20 - heard it was a crystal syndrome in chinatown 
(1 maggio 2026, 17:00, su https://fangoradio.com/)
La playlist di questa puntata rappresentata un percorso per niente lineare e si srotola lungo un arco temporale piuttosto lungo, dal 1981 al 1997 e consiste di quattro brani di artisti diversissimi tra loro che spaziano dall'avantgarde/free jazz all'ambient etereo. Si comincia con un brano di un artista misteriosissimo, tal Jason Michaels, il cui unico disco del 1981, Crystalization of the Mind, da cui ascolteremo la titletrack, è stato definito "jazz apocalittico"; si prosegue poi con circa dieci minuti di ambient di squisita fattura di cui è autore unico un artista ancora più criptico e sconosciuto, PQ (Paul Quigley) che, stando a quanto si legge in archive.org, dovrebbe aver registrato questo suo brano nel 1982, trattando con effetti in tempo reale materiale sonoro proveniente da trasmissioni radio, con risultati francamente strabilianti per l'epoca; il terzo brano è invece tratto da un disco del 1986 dei non proprio notissimi musicisti tedeschi Paul Schwarz e Bernd Konrad, rispettivamente pianista e sassofonisti, autori di un flusso sonoro suadente e ipnotico che non si potrebbe definire altrimenti che "jazz ambient" e che, per fortuna, non ha niente a che vedere con la musica da cocktail o da massaggio yoga a cui l'accostamento dei due termini può richiamare oggigiorno; l'ora di Plunkett's Letter si chiude poi con 25 minuti di puro godimento sonoro ad opera del Nels Cline Trio che il 18 gennaio 1997 presso l'Alligator Lounge di Santa Monica, California, dedica questa improvvisazione per flauto, chitarra elettrica, basso e batteria a Martin Luther King, nel giorno dedicato alla sua memoria. E anche qui siamo di fronte a un flusso sonoro dove si ritrovano elementi ambient e jazz, ma anche noise, e dove la sperimentazione è decisamente più spinta e avventurosa rispetto a quanto ascoltato nei brani precedenti: un brano che si apre quasi in sordina per poi esplodere in un caos di bellezza luminosa. Enjoy.


episode 21 - the Aerial #3 
(29 maggio 2026, 17:00, su https://fangoradio.com/)
The Aerial era una piccola label che si autodefiniva giornale sonoro e che, nei primi anni novanta, produsse una serie di compilation dove venivano presentata una vasta gamma di artisti sperimentali con suoni e linguaggi provenienti da tutto il mondo. The Aerial era una delle tante label create da veri e propri innamorati del suono che però non ha avuto una vita molto lunga, lanciandoci un totale di 6 compilation che rappresentano alla perfezione il mood di questa seconda stagione di Plunkett's Letter. Al loro interno infatti si contemplano improvvisazione, classica contemporanea, free jazz ed elettronica sperimentale.  Le compilation numero 3 e numero 4 sono ancora reperibili su archive.org e per questa puntata ascolteremo proprio la numero 3 quasi per intero: un viaggio (ovviamente) assai poco lineare tra fondali di ronzii elettrici, echi e loop di strumenti a fiato, superfici ambientali, pianoforti preparati e glitch angelici. Enjoy!


episode 22 - Indipendence Drum Talk 
(6 giugno 2026, 17:00, su https://fangoradio.com/)
Un episodio interamente dedicato alla batteria jazz di ricerca e alla sua soprendente musicalità ed espressività. Ascolteremo quasi per intero il disco Independence (1983) dell'olandese Pierre Courbois (1940), uno dei più importanti musicisti jazz olandesi. All’inizio degli anni ’60 suonò con Kenny Drew, Jean-Luc Ponty, Eric Dolphy, Ben Webster, Stan Getz e Johnny Griffin.  Nel corso della sua carriera è sempre stato all’avanguardia dei nuovi sviluppi: nel 1961 iniziò a sperimentare con il Free Jazz Quartet, seguito dal Free Music Quintet, e nel 1969 fondò il primo gruppo jazz-rock europeo, Association P.C. Da allora Courbois ha formato diversi ensemble, collaborando sia con grandi nomi che con giovani talenti della scena jazz europea.  Le ultime due tracce provengono invece dal disco Drum Talk di Susie Ibarra e Denis Charles, del 1996, un disco che unisce i rappresentanti di due generazioni di percussionisti americani jazz, di ricerca, essendo la Ibarra nata nel 1970 e Denis Charles nel 1933. Entrambi però hanno percorso le strade del free jazz e dell'avanguardia per cui si inseriscono senza sbalzi nel flusso sonoro di questo episodio.











Plunkett's Letter - episodio15

I prossimi episodi di Plunkett's Letter saranno in onda su Fango Radio venerdì 12 dicembre, venerdì 9 gennaio e venerdì 6 febbraio sempre alle 17:00 e poi, dal giorno successivo, disponibili in podcast insieme agli altri episodi qui: https://fangoradio.com/shows/366. Per qualche info sulla trasmissione: https://davidevalecchi.blogspot.com/2025/10/plunketts-letter-episode-13.html

Ecco una descrizione dei contenuti degli episodi: 

episode 15 - Sumerki + (venerdì 12 dicembre 2025, 17:00)

Sumerki + è un disco dove convivono blues e jazz in una forma minimale e scarna, sperimentale, evocativa, a tratti spettrale. Un disco sconosciuto, di un artista sconociuto in cui mi sono imbattuto quasi per caso, facendo ricerche in quel mare magnum di tesori che è archive.org. Un disco perfetto per Plunkett's Letter, senza compromessi, intriso di bellezza, al quale ho deciso di dedicare l'intera ora della trasmissione. Di Evgeny Konovalov in rete si trovano pochissime notizie, perché cercando il suo nome ci si imbatte in almeno due omonimi molto più conosciuti, uno è un ballerino, l'altro un cantante. Del Konovalov di Sumerki +  si sa solo che è nato nel 1947 a Grodno in Bielorussia, che negli anni Settanta ha fatto parte di alcune band, tra cui una chiamata Husljary, che dalla fine degli anni Novanta ha suonato in jam sessions allo Star Club di Minsk e che negli anni Duemila sono usciti un paio di album per la netlabel bielorussa Haze, ormai inattiva da un decennio.   

Plunkett's Letter - episode 14

L'episodio numero 14 di Plunkett's Letter sarà in onda su Fango Radio venerdì 14 novembre alle 17:00 e poi, dal giorno successivo, disponibile in podcast insieme agli altri episodi qui: https://fangoradio.com/shows/366. Per qualche info sulla trasmissione: https://davidevalecchi.blogspot.com/2025/10/plunketts-letter-episode-13.html

Ecco una descrizione dei contenuti dell'episodio: 

In questa puntata ascolteremo due dischi: Cronophagie di Jacques Lasry e Early Fall dei Fall Mountain. Cronophagie è un album del compositore e percussionista francese Jacques Lasry (1917-2004), pubblicato nel 1969. Lasry, insieme a sua moglie Yvonne Lasry, era membro del gruppo Structures Sonores Lasry-Baschet, pionieri nell’uso di sculture sonore metalliche e cristalli inventati da François e Bernard Baschet. Questi strumenti producono timbri eterei, metallici, quasi "extraterrestri" che testimoniano un periodo di transizione verso un approccio meno estremo allo sperimentalismo degli anni ’60 (musique concrète, serialismo, free jazz), un approccio più accessibile ma ancora innovativo, spesso rivolto a un pubblico colto ma non accademico. 

Early Fall è invece un disco del 1979, devoto alla sperimentazione più libera, che unisce quelle due anime che, dagli anni '70 in poi, troveranno sempre più terreno fertile per icontrarsi, ibridarsi e dare vita a forme sonore mai pensate prima, ovvero l'elettronica, rappresentata in questo disco dagli electronics di Bob Ostertag e il free jazz, degnamente rappresentato qui dai sax di Ned Rotherberg e dai violini di Jim Katzin, con l'aggiunta del piano di Richard Rogers (tracce 5-8).



Plunkett's Letter - episode 13

Prosegue la mia collaborazione con FangoRadio, per la quale curo uno spazio mensile di un'ora dal titolo  Plunkett's LetterLa seconda stagione del programma, iniziata il mese scorso, ha questa impostazione:

Nella nuova stagione di Plunkett's Letter, si ascolteranno, per un'ora al mese, musiche fuori dai giri: vecchie, dimenticate, perdute, strane, sublimi, semplici, difficili, sperimentali, tradizionali, illuminanti, sbagliate, cancellate... un'ora di suoni per niente alla moda per carezzare i padiglioni auricolari e suscitare curiosità o perfino amore. Con un occhio di riguardo al jazz e a tutte le sue derivazioni, nel programma troveranno spazio anche la musica elettronica, la classica contemporanea, la psichedelia, il rock, il funk, la musica concreta, acusmatica, weird, le colonne sonore e molto altro. [La stagione precedente, di cui potete ascoltare le puntate dalla 1 alla 11 in podcast, aveva invece un taglio più spaziale con puntate dedicate ad un tema astronomico/fantascientifico e un focus più orientato all'elettronica sperimentale.]

L'episodio numero 13 sarà in onda questo venerdì 17 ottobre alle 17:00 e poi, dal giorno successivo, disponibile in podcast insieme agli altri episodi qui: https://fangoradio.com/shows/366. Ecco una descrizione dei contenuti dell'episodio: 

Quando il jazz più libero e sperimentale incontra l'elettronica tutto può succedere e capita di ritrovarsi persi nello spazio profondo, cento anni nel futuro, e all'improvviso precipitare nella New Orleans di fine Ottocento. In questa puntata ascolteremo due dischi a loro modo estremi. In Borderline (2009), di Sandro Marinoni, infatti, la rarefazione è la cifra principale, con brani affidati soltanto a un sax e a un sottofondo elettronico discreto, per un disco sommamente evocativo e poetico, dove ovviamente il silenzio conta quanto gli spazi riempiti dal suono. In Opus Oratorium (2016) di Marrach / Bad Poet / Chtin Mara, invece, ogni spazio è riempito e saturato da schegge e frammenti di suoni e parole che si infrangono e si ricompongono in brani in cui l'elemento jazz è indubbiamente presente ma immerso in un caleidoscopio di altri suggerimenti che vanno dall'elettronica sperimentale all'hip-hop più raffinato. 

Qui sotto un video di presentazione della puntata:


Un libro di poesia

Erano mesi che non scrivevo qualcosa qui, ma non sempre c'è qualcosa da dire, effettivamente.

Per cui rompo un silenzio di cui dubito importi a qualcuno per parlare di un libro di poesia che mi ha letteralmente riacceso l'entusiasmo per questa forma di letteratura a cui ho dedicato molte risorse ed energie, nonché amore, in questi ultimi venti anni o giù di lì.

Il libro, di cui vedete la bella copertina con un'illustrazione di Dante Zamperini, è una raccolta poetica di Stefano Calemme, classe 1999, risultata vincitrice al concorso Faraexcelsior 2025 di Fara Editore, grazie anche al mio modestissimo contributo in qualità di giurato.

Incollo qui sotto le righe che ho scritto a motivazione del premio, che sono ben poca cosa rispetto alla materia poetica del libro, davvero densa e profondissima. Dopo l'immagine del libro qualche poesia da Atlante delle ferite. Vi invito caldamente ad acquistare il libro seguendo il link https://www.faraeditore.it/Crossover/Atlantedelleferite.html

Atlante delle ferite è una raccolta innervata da una lingua poetica solidissima, musicale, solenne, un flusso dal passo lento che non concede mai nulla al superfluo e che anzi fa di uno stile sorvegliatissimo ed elegante la sua cifra definitoria. Ma la materia poetica non si esaurisce in un mero esercizio di retorica, anzi: in questi testi si vola alti sulle ali dell'emozione perché ciò che viene messo in scena, nel nucleo di ispirazione principale della raccolta, è il contrasto sempre fruttuoso tra la finitezza e l'eterno, la dicotomia tra il mondo della voce scrivente, materiale, opaco, oscuro ma eminentemente umano e l'incontro con un'alterità numinosa, declinata al femminile, che assolve a una funzione salvifica e che spesso si presenta accompagnata da immagini di luce. Atlante delle ferite è un'opera matura e compiuta, destinata a lasciare il segno nella mente e nel cuore di chi la leggerà.




Passeggiando fra le tue ossa
ho visitato le rovine di una città
come in pellegrinaggio per la pace,
c’erano mura spoglie del calore umano
battiti conservati nel vetro
e un mucchio di acerbe ansie.
Al centro una piazza custodiva
il tuo incerto andare con un tempio
ad una sola colonna,
irraggiungibile per ogni bussola.
Mi indicava una via antica,
la traiettoria primordiale degli inizi
ma io non sono mai cominciato
ho sempre preferito perdermi
nel miracolo sensibile delle tue strade.


Da me pretendi il respiro, 
dici sia importante colmare d’aria 
i vuoti dell’universo. 
Io porto in valigia dei leggeri 
sussurri di vento, l’antico fiato 
nudo delle correnti marine. 
Non ho mai saputo urlare 
nel mio viaggio importano le soste 
l’indugio in cui si induriscono 
i grumi informi delle mie orme. 
Da quaggiù ti vedo saltare 
in sussulti più rapidi di me 
oltre le voci di un mondo che va 
in scie che io non sento.  


Li senti ancora i fiori spezzarsi 
fuori casa quando mi spiegavi 
come si cuciono attorno al fuoco 
i lembi secchi delle cose vive? 
C’è la guerra in cortile e tu 
hai dipinto quelle quattro pareti 
di un profumo esule da ogni pelle 
umana, dentro i boati 
annientati dalla tua voce. 
Ora nessuno annusa più, 
sono tutti come morti affamati 
del gusto della propria ombra 
ultimo terreno sporco rimasto  
che illuso si dà per te nel giardino 
dove mi concedi di imparare 
come da un’altalena si possa ancora 
volare.  



Plunkett's Letter - episode 9

Il nono episodio della mia trasmissione radiofonica mensile Plunkett's Letter (in onda su Fango Radio venerdì 2 maggio alle 18:00 e poi, dal giorno successivo, disponibile in podcast insieme agli altri episodi qui: https://fangoradio.com/shows/366), ha come tema i nomi delle stelle.

Le stelle sono tante, milioni di milioni, diceva un vecchio adagio pubblicitario. E per molte di esse, almeno per  quelle visibili a occhio nudo dai cieli terrestri, esiste un nome. I nomi delle stelle, è scontato, sono stati e continuano a essere fonte di ispirazione per artisti di ogni disciplina. Quando si tratta di musica le stelle hanno colonizzato suoni dagli albori dell'uomo fino alla contemporaneità in ogni genere possibile e immaginabile. E' però, come sempre, la musica elettronica e sperimentale a farla da padrona, almeno in questi ultimi 60 anni. Ecco quindi, per questa puntata, un'ora di musica elettronica e sperimentale ispirata alle stelle, con una decisa connotazione drone, ma con echi di improvvisazione acustica, musica acusmatica e field recordings.



tracklist

Michael Hoffmann - Sadalsuund - dall'album V - 2012

Tomoroh Hidari - Regulus - dall'album Some Stars not yet Black Holes - 2012

Stephan Mathieu - Cha 110913 - dall'album The Falling Rocket - 2018

Al Tarf - Al Tarf - dall'album The Next Portal - 2019

Mirt - Castor, Pollux And Harry FTW - dall'album Burial Rituals of Ile Ife - 2021

Plunkett's Letter - episode 8

Per questa ottava puntata della mia trasmissione  Plunkett's Letter (in onda su Fango Radio venerdì 4 aprile alle 18:00), il tema della playlist è la stella Sirio (anche se Sirio è in realtà un sistema binario: infatti, attorno alla componente principale, Sirio A, orbita la nana bianca Sirio B, che compie la propria rivoluzione attorno alla primaria con un periodo di circa 50 anni). I suoni si spostano verso l'improvvisazione jazz, in forme decisamente sperimentali, con una componente elettronica discreta e minimale. 

Solo due dischi da cui attingere, ma sarà un'ora intensa, passando attraverso la magmatica improvvisazione totale di Ernesto Diaz-Infante e Rotcod Zzaj (aka Dick Metcalf) nel loro "ZP-34 Sirius Intrigues" (2003), per poi atterrare con Sirius Calling dell'Art Ensemble Of Chicago (2004), una formazione che, pur orfana del grande trombettista Lester Bowie (scomparso nel 1999), rimane una luce abbagliante e un punto di riferimento nel panorama del free jazz e del jazz d'avanguardia del Novecento e ben oltre.


PLAYLIST:
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - Chasing Lepus
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - Dog Star Afternoons
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - Drought Days
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - High Density
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - Irradiated Rhodes
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - Out of Orbit
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - Sirius Intrigues
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - The Pup
The Art Ensemble Of Chicago - Sirius Calling
The Art Ensemble Of Chicago - Come On Y'all
The Art Ensemble Of Chicago - Two-Twenty
The Art Ensemble Of Chicago - He Took a Cab to Neptune
The Art Ensemble Of Chicago - Everyday's a Perfect Day
The Art Ensemble Of Chicago - Til Autumn
The Art Ensemble Of Chicago - Slow Tenor and Bass

La puntata come al solito sarà ascoltabile in streaming alle 18 di Venerdì 4 aprile 2025 e poi sempre disponibile insieme a tutte le altre, in podcast, qui: https://fangoradio.com/shows/366