Plunkett's Letter - prossimi episodi

I prossimi episodi di Plunkett's Letter saranno in onda su Fango Radio venerdì 12 dicembre, venerdì 9 gennaio e venerdì 6 febbraio sempre alle 17:00 e poi, dal giorno successivo, disponibili in podcast insieme agli altri episodi qui: https://fangoradio.com/shows/366. Per qualche info sulla trasmissione: https://davidevalecchi.blogspot.com/2025/10/plunketts-letter-episode-13.html

Ecco una descrizione dei contenuti degli episodi: 

episode 15 - Sumerki + (venerdì 12 dicembre 2025, 17:00)

Sumerki + è un disco dove convivono blues e jazz in una forma minimale e scarna, sperimentale, evocativa, a tratti spettrale. Un disco sconosciuto, di un artista sconociuto in cui mi sono imbattuto quasi per caso, facendo ricerche in quel mare magnum di tesori che è archive.org. Un disco perfetto per Plunkett's Letter, senza compromessi, intriso di bellezza, al quale ho deciso di dedicare l'intera ora della trasmissione. Di Evgeny Konovalov in rete si trovano pochissime notizie, perché cercando il suo nome ci si imbatte in almeno due omonimi molto più conosciuti, uno è un ballerino, l'altro un cantante. Del Konovalov di Sumerki +  si sa solo che è nato nel 1947 a Grodno in Bielorussia, che negli anni Settanta ha fatto parte di alcune band, tra cui una chiamata Husljary, che dalla fine degli anni Novanta ha suonato in jam sessions allo Star Club di Minsk e che negli anni Duemila sono usciti un paio di album per la netlabel bielorussa Haze, ormai inattiva da un decennio.   



episode 16 - Chemical Bends Type (venerdì 9 gennaio 2026, 17:00)

Test Type Trio: un mistero sepolto nel mare digitale: così si potrebbe intitolare un ipotetico articolo dedicato a questo quartetto di Minneapolis a cui è dedicata questa puntata di Plunkett's Letter. Già il fatto di essere un quartetto e di includere la parola Trio nel nome è piuttosto curioso. Ma la cosa ancora più curiosa è che musica di questa qualità sia passata del tutto inosservata e che i quattro dischi che il quartetto ha realizzato giacciano inascoltati tra una pagina bandcamp e qualche entries di archive.org da oltre venti anni. Ma la loro musica è perfetta per il taglio che la trasmissione sta prendendo perché include quegli elementi che mi fanno vibrare il cuore e la mente da un po' di tempo a questa parte, ovvero jazz libero e avventuroso unito a suoni elettronici altrettanto liberi e avventurosi. Dei Test Type Trio ascolteremo quindi due brani dal disco Chemical Jazz (2002) e, per intero, il disco Crack the Bends (2004). Il mondo è pieno di ottima musica, basta saperla riconoscere e verrà da te spontaneamente, proprio quella di cui hai bisogno.



episode 17 - Personal Back Out (venerdì 6 febbraio 2026, 17:00)

Per questa puntata il flusso sonoro diventa un melange di jazz, elettronica, improvvisazione e riciclo di materiali sonori disparati, dai vecchi vinili, alle cassette, ai field recordings. Con la tecnica del collage sonoro lavora infatti Demsond Hollins aka Ceptual, nel suo seminale lavoro Shifts Personal (2006), da cui ascolteremo quattro brani: un disco costruito meticolosamente frammento dopo frammento, che assume toni elegiaci e nostalgici e vive di un tocco davvero profondo e delicato. La modalità operativa di Ceptual è alla base anche dell'operato della Perry Ferya Band, autori del secondo disco in ascolto in questa puntata, Back Out (2011), dove però i materiali riciclati e rimessi in circolo provengono da registrazioni della stessa band e servono da ossatura per le improvvisazioni reali con strumenti reali della stessa band: siamo anche qui in una zona di rarefazione ed elegia, immersi in un'atmosfera calda e malinconica; insomma, dalle parti della bellezza.



Plunkett's Letter - episode 14

L'episodio numero 14 di Plunkett's Letter sarà in onda su Fango Radio venerdì 14 novembre alle 17:00 e poi, dal giorno successivo, disponibile in podcast insieme agli altri episodi qui: https://fangoradio.com/shows/366. Per qualche info sulla trasmissione: https://davidevalecchi.blogspot.com/2025/10/plunketts-letter-episode-13.html

Ecco una descrizione dei contenuti dell'episodio: 

In questa puntata ascolteremo due dischi: Cronophagie di Jacques Lasry e Early Fall dei Fall Mountain. Cronophagie è un album del compositore e percussionista francese Jacques Lasry (1917-2004), pubblicato nel 1969. Lasry, insieme a sua moglie Yvonne Lasry, era membro del gruppo Structures Sonores Lasry-Baschet, pionieri nell’uso di sculture sonore metalliche e cristalli inventati da François e Bernard Baschet. Questi strumenti producono timbri eterei, metallici, quasi "extraterrestri" che testimoniano un periodo di transizione verso un approccio meno estremo allo sperimentalismo degli anni ’60 (musique concrète, serialismo, free jazz), un approccio più accessibile ma ancora innovativo, spesso rivolto a un pubblico colto ma non accademico. 

Early Fall è invece un disco del 1979, devoto alla sperimentazione più libera, che unisce quelle due anime che, dagli anni '70 in poi, troveranno sempre più terreno fertile per icontrarsi, ibridarsi e dare vita a forme sonore mai pensate prima, ovvero l'elettronica, rappresentata in questo disco dagli electronics di Bob Ostertag e il free jazz, degnamente rappresentato qui dai sax di Ned Rotherberg e dai violini di Jim Katzin, con l'aggiunta del piano di Richard Rogers (tracce 5-8).



Plunkett's Letter - episode 13

Prosegue la mia collaborazione con FangoRadio, per la quale curo uno spazio mensile di un'ora dal titolo  Plunkett's LetterLa seconda stagione del programma, iniziata il mese scorso, ha questa impostazione:

Nella nuova stagione di Plunkett's Letter, si ascolteranno, per un'ora al mese, musiche fuori dai giri: vecchie, dimenticate, perdute, strane, sublimi, semplici, difficili, sperimentali, tradizionali, illuminanti, sbagliate, cancellate... un'ora di suoni per niente alla moda per carezzare i padiglioni auricolari e suscitare curiosità o perfino amore. Con un occhio di riguardo al jazz e a tutte le sue derivazioni, nel programma troveranno spazio anche la musica elettronica, la classica contemporanea, la psichedelia, il rock, il funk, la musica concreta, acusmatica, weird, le colonne sonore e molto altro. [La stagione precedente, di cui potete ascoltare le puntate dalla 1 alla 11 in podcast, aveva invece un taglio più spaziale con puntate dedicate ad un tema astronomico/fantascientifico e un focus più orientato all'elettronica sperimentale.]

L'episodio numero 13 sarà in onda questo venerdì 17 ottobre alle 17:00 e poi, dal giorno successivo, disponibile in podcast insieme agli altri episodi qui: https://fangoradio.com/shows/366. Ecco una descrizione dei contenuti dell'episodio: 

Quando il jazz più libero e sperimentale incontra l'elettronica tutto può succedere e capita di ritrovarsi persi nello spazio profondo, cento anni nel futuro, e all'improvviso precipitare nella New Orleans di fine Ottocento. In questa puntata ascolteremo due dischi a loro modo estremi. In Borderline (2009), di Sandro Marinoni, infatti, la rarefazione è la cifra principale, con brani affidati soltanto a un sax e a un sottofondo elettronico discreto, per un disco sommamente evocativo e poetico, dove ovviamente il silenzio conta quanto gli spazi riempiti dal suono. In Opus Oratorium (2016) di Marrach / Bad Poet / Chtin Mara, invece, ogni spazio è riempito e saturato da schegge e frammenti di suoni e parole che si infrangono e si ricompongono in brani in cui l'elemento jazz è indubbiamente presente ma immerso in un caleidoscopio di altri suggerimenti che vanno dall'elettronica sperimentale all'hip-hop più raffinato. 

Qui sotto un video di presentazione della puntata:


Un libro di poesia

Erano mesi che non scrivevo qualcosa qui, ma non sempre c'è qualcosa da dire, effettivamente.

Per cui rompo un silenzio di cui dubito importi a qualcuno per parlare di un libro di poesia che mi ha letteralmente riacceso l'entusiasmo per questa forma di letteratura a cui ho dedicato molte risorse ed energie, nonché amore, in questi ultimi venti anni o giù di lì.

Il libro, di cui vedete la bella copertina con un'illustrazione di Dante Zamperini, è una raccolta poetica di Stefano Calemme, classe 1999, risultata vincitrice al concorso Faraexcelsior 2025 di Fara Editore, grazie anche al mio modestissimo contributo in qualità di giurato.

Incollo qui sotto le righe che ho scritto a motivazione del premio, che sono ben poca cosa rispetto alla materia poetica del libro, davvero densa e profondissima. Dopo l'immagine del libro qualche poesia da Atlante delle ferite. Vi invito caldamente ad acquistare il libro seguendo il link https://www.faraeditore.it/Crossover/Atlantedelleferite.html

Atlante delle ferite è una raccolta innervata da una lingua poetica solidissima, musicale, solenne, un flusso dal passo lento che non concede mai nulla al superfluo e che anzi fa di uno stile sorvegliatissimo ed elegante la sua cifra definitoria. Ma la materia poetica non si esaurisce in un mero esercizio di retorica, anzi: in questi testi si vola alti sulle ali dell'emozione perché ciò che viene messo in scena, nel nucleo di ispirazione principale della raccolta, è il contrasto sempre fruttuoso tra la finitezza e l'eterno, la dicotomia tra il mondo della voce scrivente, materiale, opaco, oscuro ma eminentemente umano e l'incontro con un'alterità numinosa, declinata al femminile, che assolve a una funzione salvifica e che spesso si presenta accompagnata da immagini di luce. Atlante delle ferite è un'opera matura e compiuta, destinata a lasciare il segno nella mente e nel cuore di chi la leggerà.




Passeggiando fra le tue ossa
ho visitato le rovine di una città
come in pellegrinaggio per la pace,
c’erano mura spoglie del calore umano
battiti conservati nel vetro
e un mucchio di acerbe ansie.
Al centro una piazza custodiva
il tuo incerto andare con un tempio
ad una sola colonna,
irraggiungibile per ogni bussola.
Mi indicava una via antica,
la traiettoria primordiale degli inizi
ma io non sono mai cominciato
ho sempre preferito perdermi
nel miracolo sensibile delle tue strade.


Da me pretendi il respiro, 
dici sia importante colmare d’aria 
i vuoti dell’universo. 
Io porto in valigia dei leggeri 
sussurri di vento, l’antico fiato 
nudo delle correnti marine. 
Non ho mai saputo urlare 
nel mio viaggio importano le soste 
l’indugio in cui si induriscono 
i grumi informi delle mie orme. 
Da quaggiù ti vedo saltare 
in sussulti più rapidi di me 
oltre le voci di un mondo che va 
in scie che io non sento.  


Li senti ancora i fiori spezzarsi 
fuori casa quando mi spiegavi 
come si cuciono attorno al fuoco 
i lembi secchi delle cose vive? 
C’è la guerra in cortile e tu 
hai dipinto quelle quattro pareti 
di un profumo esule da ogni pelle 
umana, dentro i boati 
annientati dalla tua voce. 
Ora nessuno annusa più, 
sono tutti come morti affamati 
del gusto della propria ombra 
ultimo terreno sporco rimasto  
che illuso si dà per te nel giardino 
dove mi concedi di imparare 
come da un’altalena si possa ancora 
volare.  



Plunkett's Letter - episode 9

Il nono episodio della mia trasmissione radiofonica mensile Plunkett's Letter (in onda su Fango Radio venerdì 2 maggio alle 18:00 e poi, dal giorno successivo, disponibile in podcast insieme agli altri episodi qui: https://fangoradio.com/shows/366), ha come tema i nomi delle stelle.

Le stelle sono tante, milioni di milioni, diceva un vecchio adagio pubblicitario. E per molte di esse, almeno per  quelle visibili a occhio nudo dai cieli terrestri, esiste un nome. I nomi delle stelle, è scontato, sono stati e continuano a essere fonte di ispirazione per artisti di ogni disciplina. Quando si tratta di musica le stelle hanno colonizzato suoni dagli albori dell'uomo fino alla contemporaneità in ogni genere possibile e immaginabile. E' però, come sempre, la musica elettronica e sperimentale a farla da padrona, almeno in questi ultimi 60 anni. Ecco quindi, per questa puntata, un'ora di musica elettronica e sperimentale ispirata alle stelle, con una decisa connotazione drone, ma con echi di improvvisazione acustica, musica acusmatica e field recordings.



tracklist

Michael Hoffmann - Sadalsuund - dall'album V - 2012

Tomoroh Hidari - Regulus - dall'album Some Stars not yet Black Holes - 2012

Stephan Mathieu - Cha 110913 - dall'album The Falling Rocket - 2018

Al Tarf - Al Tarf - dall'album The Next Portal - 2019

Mirt - Castor, Pollux And Harry FTW - dall'album Burial Rituals of Ile Ife - 2021

Plunkett's Letter - episode 8

Per questa ottava puntata della mia trasmissione  Plunkett's Letter (in onda su Fango Radio venerdì 4 aprile alle 18:00), il tema della playlist è la stella Sirio (anche se Sirio è in realtà un sistema binario: infatti, attorno alla componente principale, Sirio A, orbita la nana bianca Sirio B, che compie la propria rivoluzione attorno alla primaria con un periodo di circa 50 anni). I suoni si spostano verso l'improvvisazione jazz, in forme decisamente sperimentali, con una componente elettronica discreta e minimale. 

Solo due dischi da cui attingere, ma sarà un'ora intensa, passando attraverso la magmatica improvvisazione totale di Ernesto Diaz-Infante e Rotcod Zzaj (aka Dick Metcalf) nel loro "ZP-34 Sirius Intrigues" (2003), per poi atterrare con Sirius Calling dell'Art Ensemble Of Chicago (2004), una formazione che, pur orfana del grande trombettista Lester Bowie (scomparso nel 1999), rimane una luce abbagliante e un punto di riferimento nel panorama del free jazz e del jazz d'avanguardia del Novecento e ben oltre.


PLAYLIST:
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - Chasing Lepus
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - Dog Star Afternoons
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - Drought Days
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - High Density
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - Irradiated Rhodes
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - Out of Orbit
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - Sirius Intrigues
Ernesto Diaz-Infante & Rotcod Zzaj - The Pup
The Art Ensemble Of Chicago - Sirius Calling
The Art Ensemble Of Chicago - Come On Y'all
The Art Ensemble Of Chicago - Two-Twenty
The Art Ensemble Of Chicago - He Took a Cab to Neptune
The Art Ensemble Of Chicago - Everyday's a Perfect Day
The Art Ensemble Of Chicago - Til Autumn
The Art Ensemble Of Chicago - Slow Tenor and Bass

La puntata come al solito sarà ascoltabile in streaming alle 18 di Venerdì 4 aprile 2025 e poi sempre disponibile insieme a tutte le altre, in podcast, qui: https://fangoradio.com/shows/366 


Plunkett's Letter - episode 7

Venerdì 7 marzo, alle ore 19:00, va in onda, su Fango Radio l'episodio 7 della mia trasmissione Plunkett's Letter, un'ora di musica ispirata alla fantascienza, allo spazio, alle galassie, alle astronavi, alle stelle, alle nebulose, ai sistemi solari, ad altre forme di vita, ai primi contatti, ai monoliti, alle sfere di Dyson, alle Fondazioni, ai pianeti senzienti, alle tombe del tempo, all'infinito, al vuoto cosmico, agli universi incommensurabili e agli universi microscopici. 

Ogni puntata ha un tema principale e la playlist che viene presentata riflette una ricerca lungo le linee guida dettate appunto dalla tematica. Il genere musicale di riferimento è l'elettronica sperimentale, ma senza precludersi incursioni in territori diversi, dal noise, al jazz, alla classica contemporanea.  

Ed ecco il tema dell'episodio 7:

Andromeda, la mitologica fanciulla salvata e amata da Perseo, è anche il nome della costellazione omonima ed è soprattutto il nome con qui è conosciuta l'unica galassia osservabile a occhio nudo nei cieli stellati dell'emisfero occidentale (in condizioni di scarso o nullo inquinamento luminoso, ovviamente), che in quella costellazione si trova. Al solo pronunciarlo prendono forma visioni fantascientifiche di invasioni aliene, distanze siderali, mondi sconosciuti. Questa colonizzazione del nostro immaginario collettivo credo derivi in buona parte dai ricordi dello sceneggiato A come Andromeda (da un romanzo di Fred Hoyle), andato in onda sulla RAI nel 1972 (ma rifacimento di una serie americana del 1961), oltre che dal film The Andromeda Strain, del 1971, tratto da un romanzo di Michael Crichton. Con suggestioni che vanno dalla mitologia alla cinematografia era scontato quindi che il nome di Andromeda fosse di ispirazione anche per musicisti di ogni genere e periodo, passando dalla classica contemporanea per finire al noise più estremo. La playlist che ho messo insieme riflette dunque una parte di questa ispirazione e si colloca in un arco temporale che va dal 1966 al 1986, presentando brani in cui l'elettronica sperimentale tendente all'ambient è preponderante, senza però tralasciare tocchi di psichedelia, progressive e jazz. Enjoy.




Tracklist

01 - Arsène Souffriau - Andromeda - dall'album La Musique Electronique D'Arsène Souffriau - (1966)

02 - Ralph Lundsten, Leo Nilsson - Feel / It - dall'album Feel / It (1968)

03 - Gil Mellé - Wildfire - Hex - Andromeda - Desert Trip dall'album The Andromeda Strain (Original Electronic Soundtrack) (1971) 

04 - Amedeo Tommasi - Cantico Astrale - Andromeda - Echi Cosmici A - dall'album Spazio (1973)

05 - Magical Power Mako - Andromeda - dall'abum Super Record (1975)

06 - Guglielmo Papararo, Vittorio Montis - Andromeda - dall'album April Orchestra Présente RCA Sound Vol. 16 (1977)

07 - Luca Miti - Progetto Andromeda  - dall'album Possible Plays audiogiochi (1985) 

08 - Ricardo Mandolini - Andromeda - dall'album László Dubrovay, Ricardo Mandolini, Tamas Ungvary - Computer Music (1986)





Plunkett's Letter - episode 6

Venerdì 7 febbraio, alle ore ore 18, online su Fango Radio, torna l'appuntamento mensile con la mia trasmissione radiofonica Plunkett's Letter, un'ora di musica cosmica, fantascientifica, aliena, galattica, extrasolare...

Sarà un'ora dedicata a musiche ispirate ai pianeti immaginari della letteratura di fantascienza. Con brani di Craig Kupka, arttek, Mérril Ampe, Nobuto Suda, Sven K, Skee Mask & Text Chunk, 'ramp

I pianeti citati, fonte di ispirazione dei brani, sono: Lithia (dal romanzo A case of conscience di James Blish, brano di Craig Kupka), Alcor (dal romanzo Weeping May Tarry di Lester Del Ray e Raymond F. Jones, brano di Mérril Ampe), Hyperion (dall'omonimo romanzo di Dan Simmons, brano di arttek), Terminus (dal ciclo della Fondazione di Isaac Asimov, brano di Nobuto Suda), Arrakis (dal romanzi Dune di Frank Herbert, brano di Sven K, Skee Mask & Text Chunk) e Fomalhaut (dal ciclo di Hainish di Ursula K. Le Guin, brano di 'ramp)

Enjoy. 

La puntata sarà ascoltabile in streaming alle 18 di Venerdì 7 febbraio 2025 e poi sempre disponibile insieme a tutte le altre, in podcast, qui: https://fangoradio.com/shows/366 






Plunkett's Letter - episode 5

Venerdì 10 gennaio, alle ore ore 19, online su Fango Radio, torna l'appuntamento mensile con la mia trasmissione radiofonica Plunkett's Letter, un'ora di musica "a diritto" (come si dice dalle mie parti) cioè senza interruzioni e senza commenti. 

Sarà un'ora dedicata ai viaggi attraverso le galassie, in tutte le accezioni del termine (galassia cosmica, galassia mentale, glassia interiore e così via, a discrezione dell'ascoltatore), con suoni provenienti dagli anni più spaziali di tutti, ovvero gli anni 70/80. 

Dopo una breve introduzione kraut/psichedelica con una puntina di jazz (con brani di Cosmic Jokers e Rex Brown Company & WERSI Electric String Orchestra), il viaggio parte sul serio con il classicissimo Alpha Centauri dei Tangerine Dream, oltre venti minuti di "trip" che lasciano poi il posto a un disco rigoroso e luminoso, il bellissimo Suspensions / Galaxy dei compositori Trevor Bastow e John Cameron (che dividono equamente una facciata ciascuno), uscito nel 1980 per la benemerita etichetta Bruton Music. Venerdì 10 gennaio, ore 18, https://fangoradio.com/

Nel video un piccolo assaggio della puntata. Enjoy. 

La puntata sarà ascoltabile in streaming alle 19 di venerdì 10 gennaio 2025 e poi sempre disponibile insieme a tutte le altre, in podcast, qui: https://fangoradio.com/shows/366 

 









Plunkett's Letter - episode 3

Questo venerdì ritorna la mia trasmissione Plunkett's Letter con una playlist di musiche elettroniche, sperimentali e ambient (con una spruzzatina di jazz) ispirate più o meno direttamente a Solaris (il romanzo di Stanislaw Lem Solaris (1961) e/o l'omonimo film di Andrej Tarkovskij tratto dal romanzo (1972) o semplicemente ispirate da qualsiasi altro significato la parola possa aver suscitato nell'indole degli artsisti che hanno deciso di intitolare con questa parola le loro opere). 

Con brani di Sven-Erik Bäck , Years On Earth, Rüdiger Lorenz, Isotope 217, Julien H Mulder.

Venerdì 15 novembre 2024 ore 18:00 su https://fangoradio.com/

Per info sulla trasmissione e sui suoi contenuti, potete dare un'occhiata qui.

Dopo la messa in onda la puntata sarà poi disponibile in podcast insieme a tutte le altre qui, nello spazio della trasmissione ospitato su FangoRadio.

Nel video un assaggio della puntata.









Plunkett's Letter - puntata 1 - 20/09/2024

Venerdì 20 settembre, ore 18, su Fango Radio, va in onda la prima puntata della mia nuova trasmissione, Plunkett's Letter.

Si tratta di uno spazio sonoro dedicato alla musica ispirata da tematiche cosmiche, spaziali, fantascientifiche, aliene. Con un focus mirato alla musica elettronica sperimentale, nel programma troveranno spazio anche la classica contemporanea, il jazz, la musica concreta, acusmatica, weird, le colonne sonore, la non-music e in generale suoni e artisti che si sono avventurati con fiducia where no man has gone before. Il viaggio non avrà una impostazione strettamente cronologica, ma fluttuerà lungo un arco temporale che dal secondo dopoguerra arriverà fino a dimensioni più vicine ai nostri tempi. Ogni puntata avrà un tema principale (esempio: "i viaggi spaziali", "Marte", "La Luna" e così via)...

Forse qualcuno si chiederà cosa significhi il titolo della trasmissione. Spiegarlo in poche parole non è semplice ma posso dire che è un riferimento al mio romanzo di fantascienza preferito, e cioè Engine Summer di John Crowley (1979, in Italia apparso nel 1997 con il titolo La città dell'estate, nella collana Urania Mondadori) e che è una metafora per indicare la necessità di conservare i ricordi come fondamento della nostra identità, belli o brutti che siano. 

Niente racconti stavolta, ma un'intera ora di musica... spaziale!

La trasmissione avrà poi cadenza mensile e comunicherò qui le prossime puntate. Tutte le puntate saranno ascoltabili, dopo la messa in onda, in podcast qui: https://fangoradio.com/shows/366.

Per questa prima puntata il tema sarà il pianeta Giove e ascolteremo brani da due dischi bellissimi che incorporano elementi elettronici e sperimentali all'interno di strutture squisitamente jazz. 

I dischi sono:  Russell Garcia And His Orchestra – Fantastica - Music From Outer Space del 1958 e Sun Ra – Strange Celestial Road  del 1980.

Nel video un assaggio della puntata con un frammento del brano Monsters Of Jupiter tratto dal disco di Russel Garcia.





Video Diva LIVE - 2 agosto 2024

Venerdì 2 agosto 2024 saremo dal vivo, ancora in compagnia degli amici amici Midea, ospiti del festival Estate in Musica a Scarperia (FI), in uno dei borghi più belli d'Italia, nella suggestiva cornice del Palazzo Dei Vicari. Il festival vede in cartellone anche i Diaframma di Federico Fiumani (il 19 luglio), un gruppo e un'esperienza artistica che è nelle nostre radici da sempre (e con cui abbiamo condiviso anche il palco in passato), mentre il 9 agosto sarà sul palco Fabrizio Tavernelli, amico e grande artista che seguiamo e amiamo da oltre 30 anni e che ci ha omaggiato della sua voce nel nostro brano Futile Vento, presente sul nostro ultimo lavoro OXI.

On Friday 2 August 2024 we will be playing live, again with our friends Midea as opening act, guests of the Estate in Musica festival in Scarperia (FI), in one of the most beautiful villages of Italy, in the suggestive scenario of Palazzo Dei Vicari. The festival also features Federico Fiumani's Diaframma (on 19 July), a group and an artistic experience that has always been in our roots (and with whom we have also shared the stage in the past), and Fabrizio Tavernelli (on 9 august), friend and great artist we have followed and loved for over 30 years and who honored us with his voice in our song Futile Vento, on our latest album OXI.

Cristalli Sognanti - puntata 37

Venerdì 21 giugno alle 15, in streaming su https://www.fangoradio.com/, torna l'appuntamento con Cristalli Sognanti, un'ora di fantascienza e musica altra (sperimentale, ambient, elettronica ma non solo). 

In questa puntata, la numero 37, leggerò due racconti:  Il Sesto Palazzo di Robert Silverberg ( The Sixth Palace, 1955) e Chi può sostituire un uomo? (Who Can Replace A Man?, 1958) di Brian W. Aldisstratti dalla bellissima antologia Robotica (Nord, 1980), a cura di Sandro Pergameno, una corposa raccolta di racconti a tema robotico che spaziano lungo un ampio arco temporale del Novecento, dagi inizi fino agli anni Settanta.

Per completare la puntata, in sottofondo, ascolteremo brani tratti dal disco Space Electronics, Electronic Mystery, Ligatures di Andrés Lewin-Richter, pubblicato nel 1977 contenente musica  registrata presso l'Estudio de Música Electrónica de Barcelona da lui fondato nel 1968. 

Nell'immagine i contenuti della puntata, ascoltabile venerdì 21 giugno dalle 15 alle 16 e poi disponibile in podcast insieme a tutte le altre qui: https://www.fangoradio.com/shows/44

Questa puntata è l'ultima della stagione, prima delle riprese delle trasmissioni a settembre, e dovrebbe essere anche l'ultima puntata di Cristalli Sognanti. Se tutto va bene tornerò a settembre con un nuovo programma dedicato questa volta più ai suoni che alle parole. Tutti gli aggiornamenti qui e nei miei vari canali social.




Cristalli Sognanti - puntata 36

Venerdì 24 maggio alle 15, in streaming su https://www.fangoradio.com/, torna l'appuntamento con "Cristalli Sognanti", un'ora di fantascienza e musica altra (sperimentale, ambient, contemporanea, elettronica ma non solo). 

In questa puntata, la numero 36, leggerò due racconti, tratti dalla fondamentale antologia "Fantascienza della crudeltà" (1965, Lerici, a cura di Roberta Rambelli), scritti da giganti della letteratura fantascientifica (e non solo): "Domani e domani e domani" di Kurt Vonnegut Jr. (Tomorrow and tomorrow and tomorrow, 1953) e "Il magazzino dei mondi" di Robert Sheckley (The store of the worlds, 1960). Il primo è una sarcastica e francamente molto divertente storia ambientata in un futuro dove nessuno muore più grazie a un farmaco miracoloso a disposizione di tutti, ma dove l'esistenza quotidiana è un susseguirsi eterno di banalità e disagio; il secondo una struggente e memorabile riflessione post-apocalittica, forse uno dei racconti più belli di tutta la fantascienza.

Per completare la puntata, in sottofondo, ascolteremo brani tratti dai dischi "Plectra and percussions dances" del grande Harry Partch (1953) e da un disco del 1960 dell'altrettanto grande Desmond Leslie, opportunamente intitolato "Music  for the future".  

Nell'immagine e i contenuti della puntata. Ascoltabile venerdì 24 maggio 2024 dalle 15 alle 16 e poi disponibile in podcast insieme a tutte le altre qui: https://www.fangoradio.com/shows/44




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Cristalli Sognanti - puntata 35

Venerdì 26 aprile alle 15, in streaming su https://www.fangoradio.com/, torna l'appuntamento con Cristalli Sognanti, un'ora di fantascienza e musica altra (sperimentale, ambient, elettronica ma non solo). 

In questa puntata, la numero 35, leggerò tre racconti, tutti scritti nel 1966, da tre mostri sacri della fantascienza: A ritroso (Playback) di Arthur C. Clarke, Le ore dell'amore (Lovemaking) di Frederik Pohl e Cephalotron (Cephalotron) di Thomas M. Disch, racconti originariamente pubblicati dalla rivista Playboy che ha ospitato narrativa di fantascienza per lunghi anni. Questi e altri racconti sono poi stati ripresi e tradotti per la benemerita rivista nostrana Gamma da Valentino De Carlo,  per un numero speciale del 1970 intitolato Progetto Uomo

Si tratta di racconti emblematici del rinnovamento che ha attraversato la narrativa fantascientifica negli anni '60 del secolo scorso, quando si affacciano con vigore in romanzi e racconti istanze sociologiche e sarcastiche parodie delle derive molto poco rassicuranti che già la società del tempo lasciava presagire. I migliori scrittori del genere (e i tre proposti sono assolutamente da annoverare tra essi), presagivano una società futura a tinte scure, claustrofobica, senza libertà, violenta e disumanizzante, in cui il connubio potere/tecnologia porta inevitabilmente a un peggioramento delle condizioni di vita dei poveri mortali come noi. Questo è vero senza ombra di dubbio per i racconti di Pohl e Disch, mentre per il racconto di Clarke, decisamente non parodistico o sarcastico come gli altri due, prevale invece la poesia dell'ignoto, il tema ultra-classico ed eminentemente clarkiano dell'incontro con l'altro e con l'altrove, un incontro che non si risolve ma che resta sospeso in uno straziante e malinconico limbo di incomunicabilità e solitudine. E, secondo me, è proprio in racconti come questo che la fantascienza entra nel cuore dei lettori per non andarsene mai più.

Per completare la puntata, in sottofondo, ascolteremo brani tratti da repertori provenienti dall'Elektron Musik Studion, un centro svedese che dal 1964 si occupa di sound-art, musica elettronica ed elettroacustica, registrati dal 1966 in poi, quindi, come da tradizione per la trasmissione, coevi dei racconti.  

Nell'immagine i contenuti della puntata, ascoltabile venerdì 26 aprile 2024 dalle 15 alle 16 e poi disponibile in podcast insieme a tutte le altre qui: https://www.fangoradio.com/shows/44




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[Breve nota riguardo al racconto di Clarke: in questo racconto la voce narrante a un certo punto definisce se stessa come non più un essere vivente ma come una registrazione, più propriamente una registrazione conservata in un cristallo. Questo stesso espediente è alla base di un romanzo che amo alla follia e che considero uno dei più grandi capolavori dell fantascienza, Engine Summer di John Crowley (1979), in cui la voce narrante è appunto una registrazione conservata in un cristallo. Nonostante il romanzo sia stato pubblicato nel 1979, so per certo, avendolo letto in saggi critici dedicati a Crowley, che una bozza di Engine Summer era già stata stesa dallo scrittore negli anni '60. Grande è quindi la soddisfazione personale di essermi probabilmente imbattuto nella fonte di un romanzo che adoro.]



Cristalli Sognanti - puntata 34

Venerdì 29 marzo alle 15, in streaming su https://www.fangoradio.com/, torna l'appuntamento con Cristalli Sognanti, un'ora di fantascienza e musica altra (sperimentale, ambient, elettronica ma non solo). 

In questa puntata, la numero 34, leggerò un racconto di Sydney J. Van Scyoc, Mnarra Nobilis (1973) tratto dall'antologia Il meglio di IF 2 (Mursia, 1980), traduzione italiana di The Best of IF, Vol. 2 (1974), una raccolta con racconti pubblicati dalla rivista di fantascienza americana Worlds of IF.

Per completare la puntata, in sottofondo, ascolteremo brani tratti dai dischi Biologia Marina (1973), e  Music By Jean Eichelberger Ivey For Voices, Instruments And Tape (sempre 1973), due dischi realizzati da musicisti che pur provenendo dagli ambienti della cosiddetta musica colta si sono cimentati con i mezzi offerti dalla tecnologia del tempo per offrirci scorci allucinati e bellissimi di mondi sconosciuti: rispettivamente il mondo sommerso degli oceani (Biologia Marina) e la vastità degli spazi siderali (il disco di Jean Ivey).

Nell'immagine i contenuti della puntata, ascoltabile venerdì 29 marzo dalle 15 alle 16 e poi disponibile in podcast insieme a tutte le altre qui: https://www.fangoradio.com/shows/44





about

[Questo post riassuntivo segna un restyling del blog ed è stato creato al solo fine di essere richiamato ogni volta che ci sia bisogno di sapere qualcosa in più sulle mie attività. Mi scuso quindi con i pochi che già sanno queste cose.]

Mi chiamo Davide Valecchi e coltivo numerose passioni

Due tra queste sono la musica e la scrittura, ed è di queste che mi occupo qui. 

Suono qualche strumento (soprattutto chitarra, pianoforte e sintetizzatori) e ho fatto parte di numerosi gruppi e progetti musicali fin dal tempo dell'adolescenza, suonando generi diversi che vanno dall'elettronica sperimentale al metal, passando per la new wave e il gothic rock. 

Da oltre venti anni sono chitarrista e compositore dei Video Diva (https://www.videodiva.it/), gruppo che ha tra le sue principali influenze i suoni darkwave del decennio '80. 

[Video Diva]

Da circa venticinque anni, invece, con lo pseudonimo almost automatic landscapes (in passato abbreviato in aal), registro e pubblico musica elettronica con influenze ambient e sperimentali. 

[almost automatic landscapes]

Nel campo della scrittura ho pubblicato tre raccolte poetiche e sono presente in alcune antologie, sia come autore di poesia che con racconti. Nel 2010 sono stato finalista al premio Urania Mondadori, con il romanzo di fantascienza L'archivista, scritto da Paolo Frusca con la mia collaborazione. La poesia e la fantascienza sono due delle mie passioni letterarie.

Da qualche anno gestisco trasmissioni radiofoniche mensili per la webradio Fango Radio, la prima, che ho chiamato Cristalli Sognanti, è andata avanti dal 2021 al 2024 e proponeva un'ora di letture fantascientifiche abbinate ad ascolti musicali di musica elettronica e sperimentale provenienti dallo stesso periodo di scrittura dei testi letti. In passato la trasmissione ha ospitato anche letture di poesia e letteratura non di genere. Ogni puntata è riasoltabile in podcast qui: https://fangoradio.com/shows/44. La seconda trasmissione, attualmente in corso, si chiama Plunkett's Letter ed è dedicata al solo ascolto di musica sperimentale ispirata da tematiche cosmiche, spaziali, fantascientifiche, aliene, con speciale attenzione alla musica elettronica, ma con un occho di riguardo anche per classica contemporanea, jazz, la musica concreta, acusmatica, weird, colonne sonore e non-music. Anche per questa trasmissione ogni puntata è riascoltabile in podcast: https://fangoradio.com/shows/366.


 
 

Per un breve periodo ho lavorato anche come traduttore dall'inglese per l'editore Newton Compton e per altri. L'ultima mia traduzione pubblicata è una versione del poemetto The Runaway Slave At Pilgrim Point di Elizabeth Barret Browning, uscito in un'antologia dedicata alla poetessa inglese per la casa editrice Le Lettere, nel 2021. 

Seguono link e pagine dove si possono trovare i dischi in cui ho suonato, libri che contengono mie parole e vari luoghi online dove sono presente. 


LIBRI

Magari in un'ora del pomeriggio, Fara Editore (Rimini, 2011)



Nei resti del fuoco, Arcipelago Itaca (Osimo, 2017)




La strada del nutrimento, Fara Editore (Rimini, 2021)



Oh Bella Libertà! Le poesie di Elizabeth Barrett Browning, Le Lettere (Firenze, 2021)




DISCHI

Nella pagina bancamp https://almostautomaticlandscapes.bandcamp.com/ sono presenti 16 album  del progetto almost automatic landscapes. Qui sotto si può ascoltare l'ultima uscita.

 

Qui sotto invece sono ascoltabili tre dischi della mia band Video Diva.

(s)àcrata, 2017, (SwissDarkNights)


OXI, 2022, (SwissDarkNights)


LIVE 07.02.15, 2016 (SwissDarkNights)



SOCIAL ETC.

Fonte sorgente

È uscito il volume antologico che raccoglie gli interventi e i contributi del convegno Fonte/Sorgente, tenutosi presso il monastero di Fonte Avellana lo scorso luglio 2023 a cui ho partecipato con una performance musicale (vedi post precedente). In allegato al volume il mio cd "La Nostra Sorgente", stampato esclusivamente per essere allegato al libro. Trovate tutte le informazioni qui: https://www.faraeditore.it/nefesh/Fontesorgente.html



La nostra sorgente - almost automatic landscapes

La nostra sorgente è il titolo di un brano ambient che ho pubblicato recentemente a nome almost automatic landscapes su tutte le piattaforme di streaming. È anche la prima uscita ufficiale del mio progetto di musica ambient da tre anni a questa parte, essendo l'album just light uscito nel 2020.  

Si tratta di una composizione di 15 minuti pensata per la kermesse artistico/letteraria Fonte/Sorgente che si è tenuta nei primi giorni del luglio scorso presso il Monastero di Fonte Avellana, a cura di Alessandro Ramberti, editore, poeta, linguista e da sempre promotore di bellezza nonchè caro amico. 

Ho eseguito questo brano dal vivo in occasione della kermesse e una versione in cd sarà allegata al volume che raccoglie tutti gli interventi dei convenuti, di prossima pubblicazione presso Fara Editore

Qui sotto potete ascoltarlo per intero, direttamente da YouTube, ma è disponibile in ogni servizio di streaming conosciuto (o quasi), ad esempio in amazon music, spotify, o apple music.


L’ispirazione che sta alla base del brano è la semplice considerazione che al centro del nostro essere, esattamente al cuore della nostra umanità, esiste un punto apparentemente invisibile ma che si nutre di infinito, che è infinito. La nostra sorgente, appunto. Un punto di luce e amore. Ma anche di mistero e ignoto, di pace e pienezza. Un punto che sarebbe necessario scoprire e riscoprire, coltivare. Ma della cui presenza dobbiamo essere assolutamente certi.