giovedì 7 agosto 2014

THE CHURCH "Gold Afternoon Fix" (1990, Arista): una recensione emotiva

Steve Kilbey, notoriamente, non ha mai amato questo disco dei suoi The Church. Alcune delle ragioni sono comprensibili: uscito subito dopo il loro disco di maggior successo (quello Starfish che contiene la loro canzone ad oggi più famosa, Under The Milky Way), le vendite di Gold Afternoon Fix furono molto inferiori alle aspettative, dando inizio di fatto a un periodo di declino della band (non artistico, per fortuna) culminato nella fine del contratto major con la Arista, nel 1994 (all'epoca di Sometime Anywhere), che faceva presagire una possibile fine della band stessa. Così non fu, grazie al cielo. Inoltre anche l'unità del gruppo, un quartetto immutato da quasi dieci anni, si incrinò con l'abbandono dello storico batterista Richard Ploog (il gruppo per finire l'album si affidò ad una drum machine), per ragioni personali (stress, disillusione). I grossi problemi di dipendenza di Kilbey (eroina) poi, si sono manifestati proprio in questo periodo, altra ragione non di poco peso, immagino, nelle considerazioni di Kilbey al riguardo del disco. Per non parlare del titolo: tra i molti significati della parola "fix" infatti non sorprende trovare anche "iniezione di eroina o altro narcotico". Ma come in tutto ciò che Steve Kilbey ha scritto niente è mai ciò che sembra, tutto ha sempre molti significati, molte le interpretazioni possibili: ogni testo di questo straordinario songwriter è un capolavoro di ambiguità,  intelligenza e lirismo.
Eppure non sono pochi i fan che portano Gold Afternoon Fix nel cuore come uno dei dischi più belli dei Church. Per molti addirittura è il loro disco più bello. E tra questi ci sono anche io, anche se credo che di dischi bellissimi ne abbiano fatti parecchi. 
Gold Afternoon Fix è il disco che mi ha fatto conoscere i Church e anche per questo motivo gli sono molto affezionato. I pochi che conoscono la mia poesia poi sanno quanto io sia legato ad un immaginario dove la parola "pomeriggio" viene ripetuta spesso, assumendo di fatto la funzione di sigillo e cifra stilistica. Il mio libro del 2011 si intitola non per caso Magari in un'ora del pomeriggio
Questo disco è senza ombra di dubbio una delle fonti della mia poetica. La potenza evocativa del tardo pomeriggio mi affascina da quando ero un bambino: il giorno muore offrendoci una luce calda e struggente che richiama la nostra finitudine inesorabilmente. Tutto questo, intuito ad un livello profondo e non completamente conscio, ha immediatamente trovato una consacrazione, un avallo, con questo disco dei Church. Il pomeriggio dei Church aveva la stessa luce, lo stesso significato e la stessa portata emotiva. Di colpo le colline di galestro dove io e il mio amico di infanzia Kristian salivamo d'estate armati di boombox caricato con la musicassetta di Gold Afternoon Fix erano il deserto australiano. 
Le storie che Steve Kilbey ci racconta, in una cornice di sognante perfezione chitarristica, parlano di perdenti e viaggi astrali, di epifanie e città trasfigurate, di sogni atavici e nomi dimenticati, di solitudini e ombre che ridono di noi, di terre incognite e di eterno femminino in un caleidoscopio di colori caldi solo apparentemente confortevoli. Ogni brano è un mondo a parte, chiuso nella sua perfezione. Immense Pharoah, Metropolis, Essence, Transient, Disappointment e la conclusiva, epica, definitiva Grind. E forse, alla fine, Steve Kilbey, fuori dalla dipendenza, è finalmente riuscito a superare il disamore verso il disco se un recente DVD dei Church che testimonia il tour proprio di Gold Afternoon Fix è stato intitolato Long Distance Century Buzzes and Fades, un verso che viene proprio da Grind.
Gold Afternoon Fix è un disco totalmente pomeridiano, che offre la gloria della luce prima del declino, la grazia degli attimi prima della fine: l'ineluttabile viene accettato completamente, la sconfitta è certa ma, prima, viene una bellezza impareggiabile.










6 commenti:

  1. Ho letto questa tua recensione su questo disco mentre lo sto ascoltando su una vecchia musicassetta...Sono un appassionato della grande musica di questa magica e controversa band australiana e sono convinto che la loro discografia offra lavori nettamente superiori a "Gold Afternoon Fix". Però le tue parole, senza scendere troppo in dettagli tecnici, ma dettati dell'emozione che un disco comunque così bello possa generare, me lo fanno gustare molto meglio...

    RispondiElimina
  2. Grazie davvero di cuore del tuo commento, hai colto esattamente quello che volevo trasmettere con questa recensione! MI fa sempre un grande piacere scoprire degli estimatori di questa meravigliosa band... chissà se torneranno mai in Italia...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I Church sono venuti in Italia nel 2002, con un set elettro-acustico a supporto dell'album "After everything now this", li ho ascoltati in tutte e 3 le date. Tu c'eri?
      In effetti, dopo i fasti di "Starfish" e la rottura con la Arista, il gruppo in alcuni casi si è autoprodotto e ha continuato a incidere per piccole etichette. E qui si è visto lo spessore della band, che da quel momento ha sfornato album uno più bello dell'altro. Liberi da ogni pressione, hanno dato il meglio. Negli anni il loro sound si è fatto più indefinito e rarefatto, sono diversi rispetti agli esordi, ma hanno conservato quello stile epico e decadente che li ha sempre contraddistinti. Un gruppo unico, che meno successo commerciale otteneva e più sfornava dischi di livello. Non so quanto segui le vicende della band, ultimamente. La grossa novità è stata l'uscita di Marty Willson-Piper e quando per l'ennesima volta sembravano finiti, ecco un nuovo lavoro: "Further/Deeper". Un dei più bei dischi degli ultimi anni, a mio avviso. Non so come facciano, ma più sembrano in difficoltà e più sono ispirati. Se ogni tanto vuoi parlare dei Church, con me sfondi una porta aperta! Ciao, Fabio.

      Elimina
  3. Certo che li ho seguiti anche dopo e continuo a seguirli anche adesso... compreso la miriade di progetti solisti e collaborazioni di Steve Kilbey per il quale ho una specie di venerazione :) lo considero anche un grandissimo poeta... Alcuni dischi come il secondo degli Isidore sono semplicemente meravigliosi... Per non parlare di You Are Everything della coppia Kilbey/Kennedy... hai letto "no certainty attached" il libro sui Church scritto da Robert Dean Lurie? Molto emozionante! I Church sono una costante della mia vita dai tempi di GAF... E concordo in pieno con te sulla loro evoluzione... Compreso il giudizio su Further / Deeper... Anche senza Marty il disco è incredibile, un capolavoro.... Sono ben felice di aver incontrato qualcuno che condivide la mia passione! Cerca su questo blog un racconto di Kilbey che ho tradotto, tratto dal libretto allegato al suo esordio solista "Earthed"... Lo adoro...

    RispondiElimina
  4. Fantastico! Anche io possiedo quasi tutta la loro sterminata produzione "satellite" attorno ai Church, in particolare di Kilbey (un genio assoluto anche per me), dagli Hex agli Isidore, dai Gilt Trip a Kilbey/Kennedy, oltre ai Jack Frost e i dischi solisti di Steve. C'è inoltre un bel cofanetto in commercio, che si chiama "Monsters N Mirages" e contiene 8 album di Steve KIlbey. Possiedo il libro "No certainty attachet", ma non conosco molto bene l'inglese a ancora non ho potuto leggerlo e comprenderlo per bene. Fa piacere anche a me trovare qualcuno in Italia che conosce bene questa band unica davvero per tante ragioni. Cercherò il racconto di Steve di cui mi parli e lo leggerò. Ogni volta che vuoi chiacchierare sui Church, ci sono. Ciao!:)

    RispondiElimina
  5. Incredibile coincidenza: da una manciata di minuti ho rimesso su il vinile in questo uggioso e freddo pomeriggio di fine Aprile. Anch'io nel 1990 ho scoperto, ed amato, la band australiana grazie a questo disco così raffinato, a tratti anche delicato nei suggestivi passaggi musicali. E' indubbio che hanno fatto meglio, vedasi produzione precedente a Gold Afternoon Fix, ma il disco conserva a distanza di tutti questi anni un suo meraviglioso fascino. Saluti da Domodossola.

    RispondiElimina